Ricerca e tensione sonora le linee guida di questo accattivante Demo di soli tre brani ma di rilevante durata (in media tra i sei e gli otto minuti), come s’addice alla migliore tradizione prog rock. Notevole e interessante il tentativo sperimentale di coniugare spazi psichedelici e contratte ritmiche etno folk: l’uso di strumenti come il didjeridoo e il flauto traverso creano atmosfere orientaleggianti in “Settimo Stadio di Luce” (testo dalle splendide rime) e dettano scalpitanti una colonna sonora che ben si presterebbe a un film di spionaggio sulla luna.

Alessia De Luca (a cura di), Brico Sound, in Rockerilla, n. 280, dicembre 2003, pag. 79


Chandra, più che il nome di un gruppo, è il progetto sperimentale nato dalla passione di giovani musicisti lucani e calabri che hanno trovato a Bologna terreno fertile per la loro ricerca sonora. Così come il satellite da cui hanno preso ispirazione, si occupa di selezionare e scoprire le varie fonti luminose presenti nello spazio, così la band si prefigge di ricercare e mescolare nuovi suoni sfruttando le tradizioni musicali degli strumentisti che prendono parte al progetto.
La passione per il prog rock (Soft Machine e i King Crimson del secondo periodo probabilmente su tutti) è indubbia, anche se Chandra si spinge verso sonorità psichedeliche e contaminazioni etniche disseminate in questi tre lunghi brani che formano la proposta iniziale del gruppo. Il didjeridoo e il flauto traverso risaltano e caratterizzano questo percorso musicale ai confini dello “spazio sonoro”. “Danae”, “Settimo Stadio di Luce” ed “Elevazione e Vertigine” costituiscono un biglietto da visita accattivante in vista del loro primo lavoro atteso entro quest’anno.

Roberto Cangiali (a cura di), Abbiamo ascoltato anche…, in Paperlate, n.50, Marzo 2004, pag. 79

 

Particolarmente ricercata è la musica dei Chandra, gruppo tursitano il cui nome è tratto da un satellite mandato in orbita dalla Nasa, che denota influenze floydiane e “progressive” ben visibili nel lungo brano strumentale “Danae” , pretenziosa trasposizione musicale delle sensazioni suscitate sui musicistida un quadro di Klimt: lunga intro di flauto e didjeridoo, per poi finire con un’ esplosione musicale di tutti i membri del gruppo impegnati a completare il brano.

Antonio Pagano (a cura di), L’onda rock del Basento, in Virus, n.1, maggio 2004, pag.47


…il loro è un progetto di musica sperimentale: la trilogia stilistica è una fusione di jazz-rock, psichedelia ed etnicità
…il primo disco è fortemente atteso tra settembre e novembre prossimi
…il genere è molto interessante…

Gianni Sileo (a cura di), cultura e spettacolo, in La Gazzetta del Mezzogiorno, 7 marzo 2004, pag. 8

 

SU WEB:

Successo dei Chandra alla selezione lucana per l'Arezzo Wave
I Chandra, gruppo prog-rock di Tursi (MT), hanno partecipato alle selezioni lucane dell’ Arezzo Wave Festival. Pur non andando in finale, l' esperienza potentina è servita a metterli sul trampolino di lancio. Sono riusciti a riscuotere ammirazione e consenso da parte del pubblico e degli altri gruppi partecipanti. Il complesso è formato da Domenico Di Tommaso (tastiere), Vincenzo Di Tommaso (chitarra), Antonino Barresi (flauto traverso e chitarra), Gabriele Gubbellini (didjeridoo), Antonio Sollazzo (batteria), Basilio Ruggiero (basso).Chandra è il nome di un potente satellite puntato verso lo spazio per la percezione e lettura dei piu piccoli movimenti provenienti dal cosmo, e proprio il nome fa intendere il cammino di ricerca musicale e sperimentazione. Nella loro musica si intrecciano melodie e sonorità floyd-canterburiane accanto a ritmi jazzati a tratti tribali, creando un sound innovativo con qualche accenno nostalgico a riff e tempi dispari, degni della migliore tradizione prog-rock inglese. Per questo motivo la partecipazione della band al concorso è stata al quanto insolita e lontana dai canoni stilistici che saturano il panorama musicale italiano. I brani che hanno portato alla manifestazione sono stati Danae e Settimo Stadio di Luce, che fanno parte del loro primo demo uscito nella primavera del 2003. Il primo brano, solo strumentale, è improntato su un tessuto sonoro caratterizzato da suoni sintetizzati e didjeridoo, nel secondo invece il ritmo ossesivo ed incessante della batteria e le parti di flauto ne fanno da padrona. Pur essendo un gruppo attivo a Bologna vanta le sue origini tra Tursi e Valsinni (MT) ed è la prima volta che un complesso musicale della nostra zona partecipa ad una manifestazione di tale importanza. Ora i Chandra hanno già in programma diverse date e sicuramente un disco per fine anno.


Angelo Di Tommaso (a cura di) www.tursi.it

 
 
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